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Energie rinnovabili: via libera al Decreto Aree Idonee

Le Regioni ottengono più controllo e nuove norme per promuovere l’uso di superfici edificate e agricole non sfruttabili.

Il Decreto Aree Idonee, che stabilisce le norme per identificare le superfici e le aree adatte all’installazione di impianti a energie rinnovabili, ha ricevuto l’approvazione definitiva venerdì 7 giugno dalla Conferenza Unificata, dopo intense trattative e modifiche richieste principalmente dalle Regioni, con la Sardegna in primo piano.

L’approvazione delle Regioni

L’ok della Conferenza Unificata è stato ottenuto grazie alle modifiche introdotte nel testo. Le prime versioni del decreto consentivano che le superfici comprese nel perimetro dei beni tutelati potessero essere considerate non idonee. Tuttavia, le Regioni hanno ottenuto che tali aree devono essere considerate non idonee. La bozza finale stabilisce che le Regioni possono definire una fascia di rispetto dal perimetro dei beni tutelati con un’ampiezza variabile a seconda del tipo di impianto, fino a un massimo di 7 chilometri. Questi vincoli non si applicano agli impianti già esistenti e alle loro ristrutturazioni.
Su pressione della Sardegna, è stato introdotto un nuovo metodo per calcolare il raggiungimento degli obiettivi di burden sharing, considerando il 100% della potenza prodotta dai nuovi impianti offshore entrati in esercizio dal 1° gennaio 2021. Le bozze iniziali prevedevano di includere solo il 40% della potenza, rendendo più difficile il raggiungimento degli obiettivi. Il decreto stabilisce un obiettivo di potenza per ogni Regione da raggiungere tra il 2021 e il 2030 e prevede l’intervento del Governo con poteri sostitutivi nel caso in cui le Regioni non si adeguino.

Cosa prevede il Decreto

La versione definitiva del decreto riconosce alle Regioni il potere di individuare le aree idonee per l’installazione di impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili. Le Regioni dovranno coinvolgere i Comuni e rispettare i limiti introdotti dal nuovo Decreto Agricoltura, cercando al contempo di massimizzare le aree disponibili. Il decreto incoraggia le Regioni a privilegiare l’uso di superfici già edificate, come capannoni, parcheggi, aree industriali, artigianali, per servizi e logistica, oltre a verificare l’idoneità di altre aree non utilizzabili per altri scopi, incluse le superfici agricole non sfruttabili. Questo deve avvenire compatibilmente con le caratteristiche delle risorse rinnovabili, le infrastrutture di rete e la domanda elettrica, considerando anche la distribuzione della domanda, eventuali vincoli di rete e il potenziale di sviluppo della rete stessa. Il testo riconosce una potenza nominale aggiuntiva agli impianti geotermoelettrici e idroelettrici, definita dal Gestore dei Servizi Energetici (GSE) in base ai parametri di equiparazione.

Il commento del Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica

Il Ministro Gilberto Pichetto ha accolto con soddisfazione l’accordo raggiunto in Conferenza Unificata, definendolo un passo avanti verso la decarbonizzazione. Ha sottolineato l’importanza del confronto con le amministrazioni regionali e gli enti locali per raggiungere gli 80 gigawatt aggiuntivi di rinnovabili, bilanciando sviluppo energetico, difesa ambientale e tutela del paesaggio. Pichetto ha inoltre evidenziato come la mediazione abbia portato a un quadro chiaro di responsabilità per un nuovo modello energetico al 2030, in linea con gli obiettivi PNIEC e supportato da vari strumenti, tra cui il Decreto FER 2, il Decreto CER e quello sull’agrivoltaico, per incentivare lo sviluppo delle rinnovabili.

Le dichiarazioni della Presidente della Sardegna

Alessandra Todde, Presidente della Regione Sardegna, ha sottolineato che la Regione ha ottenuto il controllo sulle autorizzazioni e la dislocazione degli impianti eolici e fotovoltaici, rifiutando decisioni imposte dall’esterno. Ha rimarcato che qualsiasi campo eolico offshore posto al largo delle coste sarde sarà considerato nel computo della potenza rinnovabile regionale, poiché impatta sull’economia, pesca e turismo dell’isola. Todde ha concluso affermando che la Sardegna deciderà il proprio destino energetico, con autorizzazioni gestite dalla Regione in consultazione con Comuni e cittadini.

Il parere degli operatori

Secondo l’Associazione nazionale energia del vento (Anev), il Decreto Aree Idonee rischia di rendere irraggiungibili gli obiettivi della transizione ecologica. Anev ritiene che considerare non idonee le aree tutelate e introdurre fasce di rispetto potrebbe vanificare l’efficacia del provvedimento.

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